La storia di Piemont Cioccolato affonda le radici nel cuore di Torino, tra i viali del Valentino e le vie accanto alla Mole Antonelliana.
È qui che nasce l’azienda, da un’intuizione artigianale che incontra la dolcezza della tradizione. Dal primo laboratorio negli anni Trenta alla produzione moderna, il filo conduttore è sempre stato lo stesso: la passione per il cioccolato piemontese.
Negli anni ’50, l’azienda ha recuperato e rilanciato un piccolo gioiello della pasticceria torinese: il Cri Cri, un cioccolatino iconico che oggi è il simbolo stesso di Piemont Cioccolato. Con l’ingresso della famiglia Fioraso, il laboratorio si è evoluto, arricchendo l’assortimento e mantenendo intatto lo spirito originario.
La tradizione sotto la Mole
Produrre cioccolato a Torino, città simbolo della cultura dolciaria italiana, significa portare avanti una responsabilità. La scritta “Piemont” che si affaccia sulla Mole è molto più di un logo: è una dichiarazione d’identità. Ogni Cri Cri che arriva sul mercato racchiude un pezzo della città, del Piemonte e della sua lunga tradizione cioccolatiera.
Il cioccolatino che racconta una città
Il Cri Cri non è solo un dolce: è un frammento di memoria collettiva, un suono che ricorda l’infanzia e un sapore che fa sorridere anche i più grandi. Il suo nome – secondo la versione più romantica – nasce da uno scambio affettuoso tra due innamorati torinesi di inizio Novecento. Per altri, è l’onomatopea del croccante sotto i denti. In entrambi i casi, è un nome che fa parte della cultura del territorio.
Il cuore fondente, il rivestimento di zucchero in granella, l’incarto frastagliato che ricorda i pizzi d’altri tempi: ogni dettaglio è rimasto fedele alla tradizione. E proprio per questo il Cri Cri è diventato un’icona del cioccolato piemontese, capace di attraversare generazioni.